L'alitosi:


Con il termine alitosi (dal latino halitus alito, dal greco osis anormale) o foetor ex ore (dal latino foetor cattivo odore, ex dalla, os, oris bocca) si indica l'odore fetido e sgradito dell'aria emessa durante gli atti di fonazione e respirazione. Questa condizione colpisce un segmento considerevole di popolazione, senza distinzioni di sesso e razza. Costituisce, inoltre, un notevole handicap sociale e psicologico, giacché, nella società attuale, l'odore sgradevole proveniente dall'individuo è considerato un importante tabù.
Il problema ha sempre avuto rilevanza sociale, lo testimoniano antichi scritti provenienti dalla Cina, dalla cultura greca, cristiana, romana e islamica, circa le possibili cause e i rimedi all'alito cattivo. In particolare, la teologia islamica insiste sull'efficacia dell'uso del Siwak o Miswak, un utensile detergente e officinale (collocabile a metà tra lo stuzzicadenti e lo spazzolino), ricavato dal ramoscello di una pianta chiamata Salvadora Persica; tale rimedio naturale apportava benefici su denti (eliminando i residui di cibo) e gengivea. Altra testimonianza interessante ci è pervenuta dallo stesso Ippocrate, il quale, già nel 400 a.C. aveva rilevato un’associazione tra parodontite e alitosi, deducendo che “il risanamento della gengiva comportava una scomparsa del cattivo odore”. Nel 1934, Fair e Wells misero a punto uno strumento in grado di misurare l'intensità degli odori; apparecchio che, anni dopo, verrà utilizzato per l'analisi dell'alito. Sarà, tuttavia, solamente negli anni settanta, con il contributo di Joe Tonezetich (University of British Columbia di Vancouver) e di Mel Rosenberg (University of Telaviv) che verranno condotti i primi studi su: eziologia, aspetti clinici e diagnosi.
In tempi recenti, i progressi scientifici e la crescente attenzione individuale dei soggetti affetti, ha portato ad un maturato interesse per questa problematica. Altro aspetto da non sottovalutare riguarda le conseguenze economiche dell’alitosi: oggi, in commercio, si trovano numerosi presidi che mirano a risolvere gli effetti di questa condizione. Tali presidi tendono, tuttavia, a trascurarne l'eziologia, che solo in minima parte è riconducibile a patologie non correlate al cavo orale. Si stima, infatti, che l'alitosi sia riconducibile a patologie che hanno sede all'interno della bocca per l’80-90% dei casi.
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Autrice

Giulia Bonarini igienista dentale presso microdentistry

Dott.ssa Giulia Bonarini

La dott.ssa Giulia Bonarini è nata ad Arezzo nel 1987. Dopo aver conseguito con successo il diploma di liceo scientifico nella sua città si è iscritta al corso di laurea in Igiene Dentale presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Siena.

Nel 2010 si laurea con pieni voti presentando una tesi dal titolo Il ruolo dell’igienista dentale nell’intercettazione di alterazioni gengivali e fattori di rischio correlati. Appena terminati gli studi ha iniziato a collaborare come igienista con vari studi della zona di Arezzo e di Firenze fino a che, l'interesse ad approfondire le patologie gengivali e parodontali l'hanno portata a lavorare presso l'Istituto di Ricerca e Formazione Microdentistry di Firenze.

Qui ha cominicato a lavorare con laser odontoiatrico e microscopio operatorio e ad applicare i più moderni protocolli di cura parodontale basati sull'interazione tra questi due strumenti.