Alitosi e Parodontite


Fra queste cause uno studio condotto da Delanghe et al.(1997) ha dimostrato che nell’87% dei casi l'eziologia è strettamente orale, nell'8% è di origine otorinolaringoiatrica e contro le credenze popolari solo nell'1% dei casi è correlata a disturbi gastroenterici1,5(Fig. 1). Le cause intraorali più comuni sono la gengivite, la parodontite e la presenza di una quantità eccessiva di batteri che si accumulano nel dorso della lingua.
L'alitosi da cause orali è provocata dalla presenza di composti, con caratteristiche fisiochimiche che li rendono volatili; questi composti vengono prodotti sulla superficie delle strutture del cavo orale e in minima parte nella saliva. L'alitosi si manifesta poiché questi composti vengono facilmente trasportati all'esterno del cavo orale durante la fonazione e la respirazione. I composti volatili solforati (VSC, volatile sulphur compounds) che si trovano più comunemente sono: il solfuro di idrogeno (H2S) e il metilmercaptano (CH3SH). In alcuni casi possono presentarsi l'acido butirrico, l'acido valerico, l'acido isovalerico, l'acido propionico, la metilamina, la putrescina e la cadaverina5,6. L'esistenza di VSC è dovuta ad alcuni microrganismi generalmente gram negativi facoltativi o anaerobi obbligati: come le spirochete, i batteri fusiformi, la veillonella e i vibrioni; quest'ultimi hanno la capacità di produrre cattivo odore attraverso la putrefazione dei substrati proteici (metionina,cisteina) contenuti nella saliva, nelle cellule di sfaldamento della mucosa orale, nel fluido crevicolare e nel sangue.

alito cattivo - parodontite

I batteri che più frequentemente si riscontrano in pazienti con alitosi, sono: Treponema denticola, Porfiromonas gengivalis, Phorfiromonas endodontalis, Prevotella intermedia, Bacteroides loescheii, Enterobacteriaceae, Ekinella corrodens, Fusobacterium nucleatum. Non tutti questi batteri sono presenti in caso di parodontite, ma vengono comunque associati ad altre patologie del cavo orale. I siti del cavo orale dove avvengono maggiormente i processi di putrefazione e che quindi sono imputabili all'accumulo di VSC sono la lingua e i solchi gengivali. La letteratura interanazionale2,5,6 è abbastanza concorde nell'affermare che i processi di putrefazione avvengono nella lingua, nello specifico nel suo terzo posteriore. Queste caratteristiche fisiche la rendono anche un habitat perfetto per la flora batterica che, insieme ai residui alimentari e alle cellule di sfaldamento della mucosa orale, costituiscono la cosiddetta patina linguale; quest'ultima non solo varia nelle diverse aree della lingua e in relazione all'attività funzionale e al livello di igiene orale, ma anche in momenti diversi della giornata5. Rimuovere la placca dalle sole superfici dentali non'è sufficiente a eliminare il cattivo odore, è necessaria anche una pulizia del dorso linguale soprattutto in pazienti parodontalmente sani. Spazzolare la lingua, infatti, riduce la produzione di composti solforati di circa il 75%, mentre spazzolare solo le superfici dentali, li riduce del 25%6. Postulato che nella lingua avvengono i processi di putrefazione, la nostra esperienza diretta ci insegna che questa non ha un ruolo predominante rispetto alle tasche. L'alitosi in pazienti parodontali, infatti, diminuisce drasticamente o addirittura viene eliminata, dopo poche sedute di scaling e root planning. Ridurre drasticamente la carica batterica, l'infiammazione e quindi il sanguinamento è, quasi nella totalità dei casi, risolutiva. In casi di parodontite avanzata, dove si possono trovare tasche di almeno 7 mm, con essudato purulento, la riduzione di composti solforati può continuare nonostante le prime sedute di detartasi. In questi casi il quadro generale di alitosi, se ancora presente, è nettamente migliorato; ciò non esclude che soffiando con la pistola aria-acqua nelle tasche si generi comunque odore sgradevole. In questi siti l’alitosi sarà presente fino al momento della guarigione; circostanza in cui la profondità di sondaggio si ridurrà progressivamente. É stato riscontrato, infatti che la presenza di composti organici solforati aumenta in maniera direttamente proporzionale all'aumentare della profondità di sondaggio, in presenza di sangue, e in associazione all'aumentata essudazione del fluido crevicolare; segni caratteristici di gengivite e parodontite, che, inoltre, riflettono la gravità della malattia. Altro aspetto importante da valutare nella correlazione tra malattia parodontale e alitosi è l'esposizione in vitro di cellule sia a H2S, che a CH3SH, il quale induce, in queste, numerose alterazioni8,9 (Fig. 2). In particolare l'esposizione diretta a questi composti e ai loro metaboliti, anche se a basse concentrazioni, provoca effetti nella sintesi proteica, da parte dei fibroblasti gengivali. Questo significa che oltre ad essere associati alla produzione di odore sgradevole contribuiscono all'eziologia e alla progressione sia di gengiviti, che di parodontiti. La tossicità dei composti sulforidici è dovuta al fatto che contengono tioli liberi in grado di reagire chimicamente sia con il DNA, sia con le proteine.

patogenesi alitosi - gengivite - parodontite